“What’s your road, man?–holyboy road, madman road, rainbow road, guppy road, any road. It’s an anywhere road for anybody anyhow.”
- Jack Kerouac, On the Road, Part 4, Ch. 1
Il monumento più classico della romanità fu senz’altro la Via Emilia realizzata dal Console Marco Emilio Lepido. Essa era la continuazione della Via Flaminia, che dopo la definitiva sconfitta dei galli fu estesa fino a Piacenza.
La Via Emilia era segnata da pietre miliari, una ogni mille passi doppi (corrispondenti a 1 miglio = 1,472 Km), aveva sedili per viandanti e poste per il riposo e cambio dei cavalli.
Le funzioni di queste grandi vie era duplice. Da una parte tenevano in soggezione i popoli vinti, dall’altra consentiva un intenso traffico commerciale. Poi con la decadenza di Roma le strade si rivelarono un’arma a doppio taglio, in quanto favorirono la discesa delle invasioni barbariche. invasioni barbariche.

tratto della via Emilia, rinvenuto nel 1959 sotto la via Rizzoli. Oggi si trova ai giardini Margherita, Bologna.
Notizie tratte dal sito : http://www.teletorre19.com/HTML/finestraperta/Bologna/ROMANI.HTM
ilcittadinodilodi1906101 cliccate qui accanto a sinistra, per leggere l’articolo pubblicato oggi dal quotidiano Il CIttadino di Lodi www.ilcittadino.it

Anni ago, piazzai uno sticker ad un traliccio della luce Km.319 SS9 via Emilia………Sun Juliano Milanese
i tralicci poi vennero rimossi con tanta gioia.
Ma attenzione un amico si presenta con questo reperto dimenticato sull’asfalto. ARCHEOLOGIA URBANA POSTMODERNA SS9 VIA EMILIA !
(L’amico naturalmente non sapeva avessi piazzato io lo stick…er).



